TRIBUTI E CONTRIBUTI SOLO RINVIATI: IL GOVERNO DEVE FARE DI PIU’

Il governo ha recentemente comunicato che l’apertura delle aziende sarà graduale, secondo un’analisi di cui ancora non si conosce il criterio di valutazione fino in fondo.
In attesa di saperne di più, è opportuno fare il punto su quale situazione troveremo e su cosa è cambiato davvero con gli interventi del governo.
  • le ritenute, i contributi e l’Iva dei mesi marzo, aprile e maggio sono sospesi, ma solo se si è avuta una riduzione del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (circolare 9/E del 13.04.2020 Agenzia delle Entrate);
  • gli acconti delle imposte non sono sospesi (circolare 9/E del 13.04.2020 Agenzia delle Entrate);
  • gli avvisi di addebito degli enti previdenziali li ritroveremo a giugno;
  • cartelle e accertamenti e tutti gli atti impositivi sospesi per chiusura imposta dell’attività li ritroveremo a giugno;
  • le rate di rottamazione ter e saldo e stralcio scadute il 28 febbraio ed il 31 marzo si andranno a sovrapporre a quelle in programma con scadenza 31 maggio e per le quali è previsto il pagamento nel mese successivo (quindi li ritroveremo a giugno).
  • le bollette non sono sospese
  • gli affitti non sono sospesi e possono utilizzare il credito di imposta del 50% le sole attività che hanno locato un negozio C/1, mentre restano escluse tutte le attività che utilizzano sedi non C/1.
  • i noleggi operativi non sospesi.
In un paese perfetto, dove i servizi offerti dallo Stato eccellono, la tassazione è equa e il costo del lavoro è in media con quelli europei, potremmo affermare che si tratta di corrispettivi, tributi e contributi che le aziende avrebbero comunque dovuto pagare. Vero. In Italia, però, le imprese sopravvivono non vivono, la tassazione è esagerata, i servizi sono scadenti, il costo del lavoro eccessivo e le banche essenziali e inarrivabili (provate per gioco a leggere i requisiti per l’accesso al credito).
In Italia falliscono pure le società controllate dallo Stato. E perché? Mala gestio? Poche redditività?  Forse. Ma soprattutto perché in un sistema fiscale come il nostro andare a gambe all’aria è nella natura di un’azienda. Non va meglio ad autonomi e dipendenti, che tra l’altro in questo periodo hanno tutti sostenuto spese extra, che siano anche i quattrini per acquistare le mascherine o l’amuchina a prezzi esorbitanti. Aspettarsi e pretendere di più ora dal governo non è una richiesta assurda, ma una sacrosanta rivendicazione.

Categoria: Mala gestio

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Article by: Francesco Ferrari