LA RIVOLUZIONE DIGITALE NON PUO’ RIVOLUZIONARE IL LAVORO

Ormai non possiamo più non dirlo, questa pandemia ha sconvolto il nostro modo di vivere, di lavorare e di svolgere anche le attività più semplici. Mai avremmo potuto pensare che le riunioni, gli incontri per la formazione o l’amministrazione e il controllo di gestione si sarebbero tenuti a distanza. Quantomeno, viste le carenze infrastrutturali della nostra rete informatica non potevamo prevedere che tutto ciò accadesse in un tempo così breve. Invece, la drammatica diffusione del virus e l’isolamento forzato ci hanno costretti a sperimentare la tenuta delle connessioni internet con comunicazioni online, video conferenze e continui scambi di dati. E in attesa che inizino le procedure di allentamento delle restrizioni, tutti iniziano a ragionare sulle attività che possono essere gestite a distanza, a partire dalla formazione fino ai servizi e a tutti i settori che non rientrano nella manifattura.

La repentina accelerazione dovuta al Covid-19 ha spinto università, scuole ed aziende sviluppare diverse piattaforme digitali, sia per lavorare sia per favorire una semplice interazione fra individui, ora più che mai necessaria. Si tratta, paradossalmente, di piattaforme simili a quelle che fino a poco fa erano al centro di discussioni infinite per il loro utilizzo nello svolgimento, tra gli altri di servizi come il car sharing, i taxi o le consegne a domicilio. Mentre ci si perdeva in continue polemiche sulle regole necessarie per affrontare nuove tipologie di lavoro che sconvolgevano quelle tradizionali, pensando di avere ancora del tempo affinché la tecnologia fosse matura per sostenere il cambio dei modelli produttivi, siamo precipitati in una vorticosa quanto imprevedibile realtà che potevamo pensare di vedere solo nei film.

L’impossibilità di vedersi fisicamente e la necessità di non fermare totalmente il Paese hanno trasformato quello che sembrava fantascienza in scienza contemporanea. Affrontate le prime difficoltà, le aziende hanno incrementato lo smart working e stanno intraprendendo percorsi di e-learning per la formazione dei lavoratori. I risvolti positivi sono molteplici, ma bisogna porre attenzione a quella linea sottile che divide il futuro da un ritorno al passato. Il fatto di essere raggiungibili in qualsiasi momento ha abbattuto le barriere del tempo di lavoro. Questo permette, o meglio ci costringe a confrontarci fin da subito sul tema degli orari di servizio e dei tempi di riposo, della conciliazione del lavoro con la vita famigliare. In questa esperienza stiamo toccando con mano la difficoltà di organizzare la giornata, di distinguere il tempo del dovere da quello del piacere, la dedizione all’azienda da quella alla famiglia. Il tempo e le attività si accavallano e la loro gestione è sempre più difficoltosa. E, paradossalmente, le difficoltà di una scadente tecnologia adatta a supportare la richiesta degli utenti aiutano a rallentare le fasi di lavoro, ma gli inevitabili miglioramenti porteranno una accelerazione dei tempi e alla perdita totale del controllo della propria vita personale.

Gli effetti delle azioni di oggi, come sempre accade, saremo capaci di vederli solo a tempo inoltrato. Per ora non possiamo che monitorare ed analizzare il presente, per tentare di evitare che questo percorso porti ad iniquità, abusi e disagi sociali. Insidie presenti anche sul terreno della formazione. Ci sono molte realtà aziendali che hanno deciso di riformulare l’attività in via sperimentale in modalità e-learnig. Ahimè, sarò una nostalgica romantica, ma credo che un certo tipo di formazione, vuoi per sua natura, vuoi per non far perdere la sua efficacia, dovrà continuare ad essere erogata alla vecchia maniera, per evitare che un domani tutto questo lasci dei vuoti e per evitare di abbassare quella cultura italiana che sempre ci ha contraddistinto. Alla stessa stregua, è prevedibile che anche le occasioni di coordinamento e di confronto saranno sempre più svolte tramite videoconferenze, se non altro perché favoriranno un enorme abbattimento di spese di trasporto. Per gli stessi motivi di prima, però, ritengo che non tutto potrà essere sviluppato in forma digitale. Per lavorare in squadra e creare opportunità, infatti, non si può prescindere dal rapporto umano. Insomma, le prospettive sono imprevedibili e incerte. Resta il fatto che l’Italia non può e non deve fermarsi, quindi più la sfida sarà difficile più sarà stimolante. Insieme ce la faremo.

Categoria: Interventi

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Article by: Maria Brunetti