UN ANNO DI SLOGAN E SEMPLIFICAZIONI CHE HANNO RESO TUTTO PIU’ COMPLICATO

Si sta chiudendo il secondo anno di pandemia. Fra ottimismo e catastrofismo, fra vaccinati e non vaccinati tutto scorre apparentemente come sempre, con le solite contrapposizioni, polemiche e divergenze. Ma il nostro modo di vivere si sta modificando enormemente. La rivoluzione digitale ha trovato in questa pandemia il terreno più fertile per accelerare processi già in atto. Sempre meno persone riescono a vivere senza connessione ad internet e il modo di comunicare e di scambiarsi informazioni è mutato profondamente. Una situazione che ha favorito il dilagare dei pensieri semplici, degli slogan, delle chiacchiere da bar. Un metodo di confronto, di valutazione e di analisi chiaramente inadatto ad affrontare temi complessi come quelli che riguardano la medicina e la scienza. Ma anche l’economia e il lavoro.

Semplificare con frasi ad effetto, con un tweet o con un post su Facebook tali questioni è un esercizio non solo inutile, ma anche dannoso. Basti pensare alla sicurezza. Nonostante tutti continuino a riempirsi la bocca con il proclama “zero morti sul lavoro”, anche il 2021 è stato segnato da un intollerabile numero di decessi avvenuti durante lo svolgimento della propria attività. L’azzeramento degli incidenti mortali è un obiettivo certamente condiviso da tutti, perché è inaccettabile che chi esce da casa per andare a lavoro possa non tornarci perché la folle corsa alla massima produttività spinge a trascurare le protezioni e i vari dispositivi di sicurezza. Certamente anche agire ex post punendo i responsabili è legittimo e doveroso. Ma come confederazione Confsal e come FAST-Confsal riteniamo che innanzitutto si debba prevenire.

La campagna TRA.IN-S. (TRAsportiamo IN Sicurezza), che abbiamo lanciato più di un anno fa, ha rappresentato per noi e per i lavoratori un importante percorso di crescita, sensibilizzazione e approfondimento sui temi relativi alla sicurezza sul lavoro. Un percorso che, attraverso una vera e propria road map caratterizzata da numerose iniziative di studio e di confronto pubblico, ha portato ad un pacchetto di proposte concrete per rafforzare il versante della prevenzione e della formazione. Prima fra tutte quella sul Polo unico della sicurezza. Siamo consapevoli che per creare un organismo presso l’INAIL per garantire ad imprese e lavoratori informazione, assistenza, consulenza, formazione e promozione di sistemi della gestione della sicurezza servono ingenti e coraggiosi investimenti. Ma per raggiungere l’obiettivo un contributo non indifferente può e deve arrivare anche dall’utilizzo delle risorse che le aziende versano all’INAIL, perché lo Stato non può fare cassa a scapito della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nell’immediato, per dare un segno tangibile del nostro impegno, abbiamo avviato i corsi per certificare la formazione da RSPP esterno, formazione che abbiamo fatto ai nostri RLS eletti nelle diverse aziende dei trasporti e servizi che fanno riferimento alla FAST-Confsal. I primi 25 RLS hanno già iniziato il loro percorso e completato la prima fase. L’iniziativa, con grande soddisfazione degli organizzatori, è stata accolta dai partecipanti con grande entusiasmo. Ora sarà predisposto un coordinamento per supportare le iniziative comuni, assistere i lavoratori durante la formazione e consentire loro di condividere con gli altri l’esperienza fatta.
La nostra campagna proseguirà anche nei prossimi mesi e, come da programma, a giugno sarà tracciato un primo bilancio con la contestuale istituzione in seno alla Confsal di un “osservatorio sulla sicurezza sul lavoro”.

Siamo talmente convinti che il pensiero complesso sia quello che serve per frenare la deriva degli slogan e dell’informazione “usa e getta” che mentre tutti sono a caccia di scorciatoie comunicative e ribalte mediatiche noi abbiamo deciso di ampliare e rafforzare il nostro centro studi. E’ grazie al lavoro dei nostri esperti e collaboratori che negli ultimi due anni abbiamo potuto realizzare analisi dettagliate ed elaborare proposte concrete in merito ai progetti del PNRR e alla digitalizzazione dei trasporti. Due temi che di fatto trovano lo stesso comune denominatore nelle risorse destinate all’Italia del Next Generation EU, i famosi 209 miliardi di euro che l’Europa mette a disposizione del nostro Paese per rilanciare l’economia e l’industria nazionale, una parte come prestito e un’altra a fondo perduto.
Nel 2021, oltre a diversi seminari, webinar ed occasioni di approfondimento, abbiamo realizzato due importanti convegni. Il primo sulla Digitalizzazione dei trasporti e il secondo per fare il punto, ad un anno di distanza, dal lavoro fatto con il position paper illustrato nel corso del convegno “Un’Italia Velocemente connessa”. Eventi ricchi di spunti e proposte, non solo critiche, come spesso ci si aspetta dal sindacato. Queste iniziative danno corpo e sostanza al nostro messaggio, che vuole essere quello di un Sindacato Autonomo pronto al confronto e anche allo scontro, quando serve, ma mai fine a se stesso.

Nell’editoriale di fine anno è importante fare il punto della situazione, ma in questi ultimi dodici mesi, a fronte dei grandi sforzi che l’azione sindacale normalmente richiede, il confronto con le aziende si è spesso aggrovigliato sui temi legati al contenimento della pandemia. Come FAST-Confsal la nostra attività di consolidamento della federazione nei vari settori ci ha visti attivi e vivi in tutti i comparti dei trasporti, che vanno dal trasporto pubblico non di linea, passando per l’autotrasporto e la logistica, per i servizi di pulimento e assistenza e, infine, nel trasporto pubblico locale e ferroviario, dove abbiamo consolidato la nostra presenza e il nostro impegno. Un intenso lavoro che, nonostante il periodo e le complicazioni dovute all’emergenza sanitaria, si è scontrato ancora una volta con il nodo irrisolto della rappresentanza e della rappresentatività. Tema che è tornato di grande attualità, con tutte le sue contraddizioni, nella vertenza Alitalia ed è esploso in autunno con l’inizio delle relazioni industriali nella neonata ITA Airways. Un problema questo che, insieme agli altri, affronteremo con determinazione nel corso del 2022. Un anno che, purtroppo, in barba ai nostri auspici e alle promesse della politica, partirà con i licenziamenti di AIR Italy e con la necessità di trovare soluzioni coerenti con una società che è notevolmente mutata negli ultimi due anni.

In attesa di riprendere le attività dopo le feste, ma nella continuità della nostra azione sindacale, auguro a tutti un sereno 2022.

Categoria: L'Editoriale

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Article by: Pietro Serbassi