Diritti a scartamento ridotto per chi lavora nei trasporti

L’afa estiva dovrebbe favorire la ricerca di rilassante frescura prima di riprendere l’attività lavorativa dopo il periodo di ferie che ognuno auspica di poter fare nel periodo più caldo dell’anno.

Saranno gli strascichi della pandemia che non dà segno di miglioramento reale, saranno i venti di guerra che non sono più limitati alla sola aggressione della Russia all’Ucraina, saranno ancora le ripercussioni economiche che si sentono con sempre maggiore violenza sulla spesa primaria delle famiglie, ma certamente questa estate, malgrado le temperature africane, il bisogno di trovare riparo dal caldo sembra essere diventato il problema minore.

A tutto questo si somma la campagna elettorale che, per la prima volta nella nostra storia repubblicana, si svolge nel mese di agosto.

Se questo sia un bene o un male è difficile dirlo, ma di sicuro quest’anno sotto l’ombrellone sono circolati più gli slogan politici che le notizie di gossip. Una novità accolta probabilmente con un po’ di indifferenza da chi le ferie, seppure brevi, può ancora permettersele e con un certo nervosismo da chi invece ha seri problemi a mettere insieme il pranzo con la cena. Fenomeno che, purtroppo, è sempre più diffuso tra le famiglie italiane.

In uno scenario che lascia poco spazio all’ottimismo, noi continuiamo a combattere con i problemi che, malgrado gli annunci, restano irrisolti. Come quello, che diventa sempre più grave, delle aggressioni al personale ferroviario e del Trasporto Pubblico Locale. Presso il ministero dei trasporti – oggi Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili – insieme al Ministero degli Interni sono stati recentemente stipulati due accordi gemelli che come FAST Confsal abbiamo criticato sia nella sostanza sia nella forma. Sotto il primo profilo perché i documenti non hanno affrontato direttamente il tema delle aggressioni come incidente sul lavoro. Sotto il secondo perché, nonostante il tavolo sia nato qualche governo fa con una composizione unica fra trasporto ferroviario e trasporto pubblico locale, la prima preoccupazione del Ministro Giovannini è stata quella di fare due accordi gemelli separati per aree contrattuali; decisione che ci lascia maliziosamente pensare anche a negoziati condotti solo con qualche parte sociale e non con tutte.

È evidente che Giovannini si dovrà assumere la responsabilità politica di questa scelta. Tuttavia, vista la situazione e non volendo passare per maramaldi, siamo portati a pensare che il problema nasca in seno alla tecnostruttura del ministero, che predilige il confronto con alcune forze sociali anziché con tutte.

Detto ciò, la questione non cambia e a prescindere da tutte le motivazioni che potremmo elencare in tema di responsabilità o di colpe, il problema delle aggressioni sembra non trovare risposte. I lavoratori che sono front-line con la clientela continuano a rischiare quotidianamente l’incolumità personale. Gli episodi, purtroppo, sono sempre più frequenti. Qualche giorno fa, in rapida successione, abbiamo visto un macchinista aggredito mentre cercava di difendere una capotreno che stava subendo un tentativo di violenza. Poche ore dopo è toccato ad un altro capotreno che si limitava a svolgere il suo lavoro: alla richiesta del titolo di viaggio per tutta risposta ha subito una inaccettabile aggressione da persone prive di biglietto.

Notizie che non hanno avuto il giusto risalto sui mezzi di comunicazione, che a nostro avviso avrebbero il dovere di mettere sotto la lente di ingrandimento questi fatti, facendo anche nomi e cognomi degli aggressori. Comprendiamo la delicatezza di tali notizie in fase di campagna elettorale e siamo consapevoli delle possibili strumentalizzazioni a fini politici. Ma per chi, come noi, questi lavoratori cerca di tutelarli e proteggerli è inaccettabile che vicende così gravi passino quasi inosservate o, peggio, vengano liquidate con frasi di maniera utili solo a mettere a posto la coscienza di qualcuno.

Una cosa è certa: noi non molleremo la presa, non ci lasceremo strumentalizzare e continueremo a ribadire che il tema delle aggressioni al personale rimanda a responsabilità ben precise del datore di lavoro, del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili e del ministero dell’Interno. Parafrasando un vecchio film di Pieraccioni, “tutto il resto è riempitura!”.

In questo clima dove si tiene più all’immagine individuale che alla sostanza, dove si cerca di nascondere i problemi anziché affrontarli, sentiamo la necessità di esprimere la nostra solidarietà al collega Luca Beccalli, segretario regionale dell’Orsa Ferrovie Lombardia, e all’intera organizzazione Orsa perché riteniamo intollerabile la posizione assunta da Trenord, che ha contestato al lavoratore Beccalli delle dichiarazioni rese in qualità di dirigente sindacale. Con una fantasiosa concezione delle norme, il management della società di trasporto lombarda cerca di intimidire il sindacalista attaccando il lavoratore, anche quando si tratta della stessa persona.

Li conosciamo anche noi, purtroppo. Qualche tempo fa un nostro dirigente sindacale ha ricevuto da un alto dirigente della stessa azienda una mail di rimbrotto alle undici di notte. Non è tanto il merito – su cui, ovviamente abbiamo da dire – a non poter essere accettato, ma il metodo. Scrivere di notte significa volersi impadronire della sfera privata altrui. Una sorta di “io so’ io e voi nun siete un c….” da Marchese del Grillo. Tipico degli screanzati istituzionali.

Si tratta di temi che abbiamo l’esigenza di affrontare con urgenza subito dopo la pausa estiva. Perché sono la punta dell’iceberg di criticità molto serie che richiedono anche una revisione delle strategie aziendali del Gruppo FSI in merito al sistema del trasporto regionale, dove società come Trenord e Trenitalia TPER scarl stanno mettendo in evidenza tutti le loro carenze di gestione, che si sta sempre più avvicinando al modus operandi delle imprese di TPL, dove pesano più le influenze politiche e particolari rispetto alle strategie e agli interessi d’impresa. Dove il management è più portato a essere debole con chi è ritenuto forte, sia esso politico o sindacalista, e forte con chi è ritenuto debole, con i disastrosi risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

In ultimo ma non per ultimo, sarà presto da noi approfondito anche il problema della gestione della circolazione ferroviaria, dove una volta per il caldo eccessivo, una volta per il freddo eccessivo, un’altra ancora per problemi informatici o guasti imprevisti, l’offerta dei servizi non riesce più ad essere regolare. Visto che le FS, e in particolare RFI, devono gestire gran parte delle risorse del PNRR, il tema merita un’attenzione particolare da parte di tutti. Anche la politica, sia chi dovrà governare sia chi si troverà all’opposizione dopo il 25 settembre, farebbe bene a buttarci un occhio.

Categoria: L'Editoriale

Article by: Pietro Serbassi