8 MARZO: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Ogni anno, ricorre questa data per celebrare la festa della donna e i progressi che questa figura è riuscita a raggiungere, nel tempo, in ambito economico, politico e sociale.

Perché l’8 marzo?

Si racconta che durante la giornata dell’8 marzo del 1908, delle operaie dell’industria tessile “Cotton” di New York, rimasero vittime dell’incendio, sviluppatosi all’interno dell’azienda dove erano state segregate dai proprietari, in risposta allo sciopero indetto dalle lavoratrici che chiedevano condizioni migliori e salari più alti.

Successivamente nella medesima data, ma nell’anno 1917 ci fu un secondo avvenimento storico, legato alla rivoluzione di febbraio in Russia, durante la prima guerra mondiale, quando molte operaie russe scesero in strada per protestare contro lo zar.  A testimonianza dell’impegno delle donne che lottavano per i propri diritti e la propria libertà, questa data viene ricordata come determinante per la storia del genere femminile.

Ad ogni modo, fa poca differenza capire quale sia di preciso l’origine della festa della donna, quel che è importante è che bisogna ricordare che essere donne non è mai stato facile e in questo giorno è bello omaggiare la donna in Italia tramite dei semplici gesti come il dono di un ramoscello di mimosa, simbolo di questa festa, la cui scelta si deve alla stagione di fioritura di questo fiore, che avviene sempre nei primi giorni di marzo oltre ai suoi costi, abbastanza contenuti. Il giallo, inoltre, è il colore dalla morte alla vita, diventando così metafora delle lotte che si sono battute per l’uguaglianza di genere. Per questo, anche se oggi le donne possono votare in Italia e partecipare a qualsiasi attività, iscriversi in qualsiasi università, non bisogna dare niente per scontato: la strada è ancora lunga ed è importante lottare ogni giorno per la parità.

Ancor oggi, nel mondo orientale, la parità di trattamento tra uomo e donna è ancora ben lontano dall’essere raggiunta; ci sono Paesi, in cui è completamente assente. La donna risulta essere completamente sottomessa alla figura maschile, dovendo spesso sottostare al suo volere. Inoltre, la donna viene considerata inferiore anche per legge nell’ambito di queste Nazioni. Un esempio: è la legge nota “Hodood Ordinance”, la quale considera, per l’adulterio di una donna, come pena, la lapidazione, la tortura e la carcerazione. Lo stupro viene considerato come forma di adulterio.

Un plauso, va volto al coraggio e alla determinazione di tutte le donne in rivolta in Iran, che dopo la morte di una giovane donna curda, Mahsa Amini, sono scese in piazza per protestare nelle città di tutto il paese. L’insurrezione nazionale, viene definita rivoluzione delle donne, evento dalla portata senza precedenti in Iran e nel mondo.

Si sono uniti alla rivolta anche uomini di ogni età, classe sociale in una coraggiosa dimostrazione di rabbia comune verso la brutalità della polizia e il governo autoritario. Nello slogan donna, vita, libertà, giovani donne bruciano i foulard, alcuni si tagliano i capelli in segno di lutto per Mahsa, altre camminano provocatoriamente senza velo.

Ma cosa è la parità di genere?

E’ l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne e le ragazze, è sostenere la loro piena realizzazione negli studi e nel lavoro, è promuovere la loro piena partecipazione alla vita pubblica ed economica e  riconoscere i loro pieni diritti giuridici.

Non solo, incoraggiare una piena condivisione delle responsabilità in famiglia e dare valore al lavoro non retribuito  per mandare avanti una casa. Eliminare ogni forma di violenza nei confronti delle donne e del loro corpo. Proteggere la salute delle donne e il loro diritto di decidere quando diventare madri.

In Europa, di strada se n’è fatta, l’Italia è il Paese che negli ultimi dieci anni ha realizzato i maggiori progressi in Europa per quanto riguarda la parità di genere, ma non è sufficiente.

Ma quali sono i dati occupazionali in Italia?

L’infografica di Unicusano mostra nel 2022 un quadro  occupazionale femminile non incoraggiante. Durante la pandemia il tasso di occupazione femminile è sceso di oltre l’1%, passando dal 50,1% al 49% e contro una media europea del 62,4%. Secondo i dati dell’università almeno tre regioni hanno un tasso di occupazione femminile inferiore del 30%: Campania 28.7%, Calabria 29%, Sicilia 29.3%.  In quanto a livello di istruzione medio per le italiane rispetto ai loro coetanei uomini si registra che oltre il 65% delle donne italiane hanno un diploma, contro il 60% degli uomini e se si guarda al possesso di un titolo di laurea le percentuali sono del 23% di donne laureate contro poco più del 19% di uomini laureati. A parità di istruzione, però, i tassi di occupazione non sono paragonabili: i risultati peggiori sono, forse, quelli delle donne diplomate, impiegate solo nel 51,3% dei casi, contro una percentuale del 71.9% per gli uomini.

Linda Laura Sabatini,  presidente dell’Engagement Group Women 20, in un suo articolo, sostiene che una donna su cinque smette di lavorare dopo aver avuto un figlio.

La disuguaglianza di genere, passa attraverso tutte le altre disuguaglianze, contrastarla significa combattere anche le altre, in modo particolare nelle barriere di accesso al lavoro, permanenza e sviluppo delle carriere lavorative delle donne. Le donne entrano più tardi nel mondo del lavoro rispetto agli uomini. A parità di posizione, guadagnano meno degli uomini e dopo l’arrivo del primo figlio capita spesso che lascino il lavoro o rientrino con un contratto part-time. Elementi che contribuiscono a penalizzare e ritardare i percorsi di carriera. Le disuguaglianze si accentuano con il passare degli anni tanto che quando arriva il momento di andare in pensione il loro reddito di pensione è più basso del 40% rispetto agli uomini.

Lo stereotipo da contrastare è prima di tutto quello culturale. Si è sempre affidato il lavoro di cura non retribuito alle donne, che di fatto impoverisce le donne a tutti i livelli, ma la politica fa molto poco. Conciliazione della vita professionale con la cura della famiglia sono ancora oggi per la maggiore a carico della donna, le cause sono radicate, purtroppo, nella nostra cultura che ci tramandiamo.

Se crescerà l’occupazione femminile diminuirà la povertà e aumenteranno i redditi delle famiglie della classe media.

In Italia se ne parla, straparla e riparla, ma non si agisce con rigore.

Le donne sono più povere degli uomini anche quando vanno in pensione; la cura e l’assistenza agli anziani e ai disabili sono a carico  delle stesse  con un costo di rinuncia al lavoro, a lavorare con

part-time, rinunciando alla carriera e a stipendi più bassi, ripercuotendosi negativamente  nell’accesso alla  pensione e negativamente alla  pensione oramai alla soglia contributiva.

L’inserimento al mercato del lavoro  e la stabilità dello stesso si ripercuote negativamente anche per le nascite.  La denatalità  viene visto solo da un punto di vista statistico, ma mai  messo al centro di una vera discussione politica. Contrastare la denatalità significa iniziare a fare una vera politica mettendo al centro la donna in tutto il suo insieme. Donna, Donna Lavoratrice,  Madre, Madre Lavoratrice, Donna pensionata.

Evidentemente c’è una causa eminentemente  sociale ed è, a nostro avviso, la posizione subordinata che la donna rappresenta in ogni ambito sociale a parte forse che nell’ambito della famiglia, dove è il perno essenziale, ma sulla quale gravano tutti i pesi e sacrifici della famiglia stessa.

E’ inoltre inconcepibile parlare ancora oggi di femminicidio o di violenze domestiche come lo è anche di molestie sessuali nei luoghi di lavoro.

L’augurio della FAST-Confsal e di tutte le donne che operano nei propri ruoli nella FAST all’insegna di quanto ci ha insegnato una grande donna, Madre Teresa di Calcutta celebrano l’8 marzo, con tutte Voi.

Tenacia, Determinazione per l’uguaglianza di ogni essere umano.

Noi DONNE  possiamo fare la differenza!

Siamo Attrici e non Spettatrici nella vita del Sindacato, diamo un nostro contributo per promuovere le ragioni del lavoro.

La promozione del ruolo della donna in ogni ambito sociale è l’autentica battaglia per la liberazione e l’uguaglianza di ogni essere umano.

Categoria: Attualità

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Article by: Cinzia Ferrara