POLICY RECOMMENDATIONS

L’obiettivo delle attività svolte sia attraverso la somministrazione di un sondaggio che attraverso la realizzazione di dem lab dedicati al tema specifico delle fake news è stato monitorare il punto di vista degli italiani sulle principali fenomenologie in atto e sui percorsi su cui occorre lavorare per generare comunicazione affidabile e di qualità.

Dalle attività emerge come sia cresciuta la consapevolezza degli EFFETTI DEVASTANTI DELLA DISINFORMAZIONE, che può essere arginata da PROFESSIONISTI DELLA COMUNICAZIONE accreditati come fonti autorevoli e garanti dell’affidabilità e della qualità delle notizie. Di fronte alle insidie che possono venire dal web e dall’UTILIZZO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, per distinguere la buona dalla cattiva informazione servono competenze solide sulle nuove tecnologie e regolazioni più stringenti. Secondo l’ultimo rapporto Censis presentato il 26 luglio al Senato, circa 47 MILIONI DI ITALIANI, IL 93,3% DEL TOTALE, si informa abitualmente su almeno una delle fonti disponibili. Il 64,3% utilizza con frequenza un mix di fonti informative, tradizionali e online; il 9,9% si rivolge solo ai media tradizionali, ovvero televisione, radio e quotidiani cartacei, e il 19,2%, poco meno di 10 milioni di italiani in valore assoluto, si affida esclusivamente alle fonti online.

CRESCE IL BISOGNO DI INFORMAZIONE, SOPRATTUTTO ONLINE

Oggi circa 47 MILIONI DI ITALIANI, il 93,3% del totale, si informa abitualmente su almeno una delle fonti disponibili, l’83,5% sul web e il 74,1% sui media tradizionali. Sul versante opposto, sono circa 3 milioni e 300mila (il 6,7% del totale) gli individui che hanno rinunciato ad avere un’informazione puntuale su ciò che accade, mentre 700.000 italiani non si informano affatto. Sono dati generali che abbiamo riscontrato, anche nelle percentuali emerse, nei nostri sondaggi, ma anche nella partecipazione attiva e critica dei soggetti coinvolti nei nostri dem labs.

FAKE NEWS SEMPRE PIÙ DIFFICILI DA SCOPRIRE

Aumentano paure e timori di non essere in grado di riconoscere disinformazione e fake news. La maggioranza dei soggetti coinvolti ritiene che le fake news siano sempre più sofisticate e difficili da scoprire, il resto crede di non avere le competenze per riconoscerle o averle solo in parte.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, RISCHI E POTENZIALITÀ

Come si evince dal terzo Rapporto Ital Communications-Censis del 26 luglio, il 75,1% della popolazione italiana ritiene che con l’upgrading tecnologico verso l’Intelligenza Artificiale sarà sempre più difficile controllare la qualità dell’informazione, mentre per il 58,9% l’AI può diventare uno strumento a supporto dei professionisti della comunicazione. Le Agenzie di comunicazione, dove lavorano oltre 9.000 professionisti, si sono adattate ai cambiamenti che la vita digitale ha imposto al mondo della comunicazione, ampliando le competenze di chi ci lavora e creando nuove figure a presidio del web.

Il risultato è che nell’ultimo anno i professionisti della comunicazione sono aumentati dell’11,3%. Sono aspetti, quelli sottolineati dal Rapporto, che le nostre attività hanno addirittura anticipato, grazie al lavoro di approfondimento svolto durante i dem labs.

Resta essenziale, alla fine del lavoro svolto, l’esigenza di proseguire nel percorso informativo e formativo, anche a ciclo continuo, sul fenomeno delle fake news, che rappresenta il pericolo più grave e subdolo per la tenuta dei sistemi democratici e della convivenza civile nelle nostre società.

 

 

Progetto finanziato dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia. Le opinioni espresse sono quelle degli autori e non riflettono necessariamente quelle degli Stati Uniti o [dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia]. Né gli Stati Uniti né l’autorità concedente possono essere ritenuti responsabile per loro

Categoria: Fondazione SMA

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Article by: Maria Brunetti