RFI MANUTENZONE INFRASTUTTURE LA VELOCITÀ DELL’INFORMAZIONE E LA DISTRUZIONE DEL CONTENUTO: INTANTO C’E’ CHI OSSERVA SFREGANDOSI LE MANI

L’estrema semplificazione come facile soluzione a questi tempi convulsi è di certo la strada più semplice, 40 caratteri per twittare un posizionamento di politica internazionale, fare un tik tok accattivante per indirizzare un’opinione, piuttosto che riderci un po’ su sintetizzando una propaganda con un meme. La tecnologia utilizzata come panacea per non pensarci troppo sù perché di cose da fare già ce ne sono abbastanza, e mentre gridiamo sulla tastiera che non ne possiamo più di questa delega a rappresentarci, deleghiamo di nuovo non comprendendo fino in fondo alla fine a chi, che sia un algoritmo, una serie di sensazioni d’effetto, aspettando di nuovo che si palesi qualcuno a cui delegare di nuovo qualcosa per cui non abbiamo poi tutto questo tempo da dedicare.

Quello che stiamo osservando nella Regione Lazio e un po’ sul tutto il territorio Nazionale è un fenomeno che se per alcuni può apparire unico è di fatto ciclico nel mondo della rappresentanza dei lavoratori, l’unica novità a mio avviso è determinata dagli strumenti con cui si sta più fortemente palesando, amplificato appunto dalla tecnologia.

Il sindacato è soggetto ad accuse feroci, l’accordo firmato con Rete Ferroviaria Italiana (RFI) riguardante la manutenzione infrastrutture sta scatenando delle reazioni critiche di molti lavoratori che si stanno scagliando con veemenza, accusando coloro che hanno delegato di tradire i propri interessi. Da parte sindacale si è tentato di mettere in campo gli sforzi dovuti per far comprendere la propria posizione, necessariamente argomentandola con gli strumenti che necessita un argomento complesso, ma la distanza comunicativa non ha prodotto nient’altro che un ulteriore distanza da chi è stato delegato a rappresentare e chi sostiene di non sentirsi rappresentato più.

Dentro questa distanza come è normale che sia si inserisce chi da mestierante prova a trarne suoi benefici, mentre dal balcone del palazzo qualcuno già sta facendo i suoi calcoli osservando silente la categoria che si logora dentro di se.

Forse dovremmo tutti insieme alzare lo sguardo e accorgersi che mentre la velocità dell’informazione distrugge il contenuto qualcuno si sfrega le mani, è a quel qualcuno a cui ci rivolgiamo ricordandogli che nonostante la tempesta staremo sempre lì a guardarli bene negli occhi per ricordargli che noi siamo qua per difendere i lavoratori.

Categoria: Diario Sindacale

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Article by: Marco Manna