Negli ultimi decenni, il concetto di lavoro e le aspettative dei giovani nei confronti della vita lavorativa hanno subito profonde trasformazioni. Confrontando i giovani degli anni ’80 con quelli di oggi, emergono chiaramente diversi aspetti che riflettono i cambiamenti sociali e culturali avvenuti nel corso del tempo. Fino al 2022, si è osservato un aumento crescente delle discussioni sul fenomeno della Great Resignation, termine coniato negli Stati Uniti e oggetto di crescente attenzione anche in Italia. Interessante è l’approfondimento condotto da McKinsey su questa tematica: emerge un divario tra le motivazioni effettive che spingono le persone a cambiare lavoro e quelle percepite dai loro datori di lavoro.
I tre principali motivi indicati dai dipendenti sono:
- L’assenza di riconoscimento da parte dei dirigenti aziendali per l’impegno dimostrato nell’accettare richieste di cambio turno o di lavoro straordinario, nonostante la disponibilità mostrata.
- La mancanza di iniziative proattive da parte dei superiori nel riconoscere e valorizzare coloro che cercano attivamente opportunità di crescita professionale e di avanzamento di carriera.
- La carenza di un senso di appartenenza e di soddisfazione nel proprio ruolo lavorativo, dovuta alla mancanza di supporto e riconoscimento da parte dell’azienda;
- La flessibilità lavorativa offerta dai lavoratori spesso non si traduce in una reale ricompensa in termini di conciliazione tra vita-lavoro, creando un senso di frustrazione e disillusione tra i dipendenti.
In un contesto in cui le dinamiche del lavoro sono in continua evoluzione e le esigenze dei giovani dipendono sempre più da equilibri tra vita professionale e personale, è essenziale che le istituzioni e le imprese si adattino e rispondano in modo proattivo alle sfide e alle opportunità che il mondo del lavoro attuale presenta. D’altro canto, i datori di lavoro ritengono che le dimissioni siano principalmente causate da questioni salariali, dal difficile equilibrio tra vita professionale e personale e dalla scarsa attenzione alla salute fisica ed emotiva.
I giovani di oggi mostrano una diversa prospettiva sul lavoro rispetto al passato. Il lavoro era spesso considerato una fonte di sicurezza e stabilità, mentre oggi sembrano essere più orientati verso la ricerca di equilibrio tra vita professionale e personale. Questo potrebbe essere dovuto alla ricerca di maggiore libertà e soddisfazione personale. Si tende a privilegiare la flessibilità e il tempo libero rispetto a stipendi più alti o lavori considerati tradizionalmente prestigiosi. L’importanza del riposo settimanale e del tempo libero per la vita sociale è diventata prioritaria.
Attualmente, i lavori a turni, che comprendono anche l’impiego durante i giorni festivi, come quelli di autista di mezzi pubblici quali autobus, tram e treni, non sono più considerati attraenti dalla generazione più giovane. Questo fenomeno potrebbe essere attribuito alla percezione di una limitata libertà e mancanza di stimolo creativo associati a tali mansioni. Si osserva una crescente preferenza per lavori che offrono maggiore libertà e flessibilità, anche a discapito di stipendi più bassi.
Oggi, i giovani temono i turni di lavoro instabili che spesso compromettono la vita familiare e personale. Le rigidità organizzative e la mancanza di supporto per conciliare lavoro e famiglia possono creare stress e insoddisfazione.
Oltre a queste trasformazioni nel mondo del lavoro, vi sono ulteriori sfide e opportunità che caratterizzano il panorama lavorativo attuale, specialmente in Europa. Analizzando questi elementi, emergono criticità e spunti di riflessione significativi.
- Mentalità Conservatrice e Lentezza nell’Ammodernamento: In Europa, la presenza di una mentalità conservatrice e orientata verso l’età anziana può ostacolare l’ammodernamento delle infrastrutture e dei processi lavorativi. Questo fenomeno può limitare l’adozione di nuove tecnologie e pratiche innovative.
- Violazioni delle Normative e Condizioni Precarie: Si registrano casi in cui alcuni lavori si trovano al limite delle normative vigenti, mentre i lavoratori in condizioni contrattuali precarie vengono sottoposti a pressioni eccessive oltre i limiti consentiti. Questo fenomeno evidenzia la necessità di un maggiore controllo e tutela dei diritti dei lavoratori.
- Stress Lavoro-correlato e Dimissioni di Massa Post-Covid: L’aumento dello stress legato al lavoro e le conseguenti dimissioni di massa dopo il periodo post-Covid rappresentano una criticità nella gestione delle risorse umane e nel mantenimento di un clima lavorativo sano e produttivo.
- Priorità alla Prevenzione, Salute e Sicurezza: È fondamentale che le istituzioni e le aziende mettano al centro delle proprie strategie la prevenzione, la salute e la sicurezza dei lavoratori. Investire in programmi di benessere organizzativo e promuovere una cultura della sicurezza sul lavoro sono aspetti cruciali per garantire un ambiente lavorativo sano e sostenibile.
In un contesto in cui le dinamiche del lavoro sono in continua evoluzione e le esigenze dei giovani dipendono sempre più da equilibri tra vita professionale e personale, è essenziale che le istituzioni e le imprese si adattino e rispondano in modo proattivo alle sfide e alle opportunità che il mondo del lavoro attuale presenta. Solo attraverso una visione orientata al benessere e alla valorizzazione dell’ESSERE UMANO e non come prioritariamente cosiddette risorse umane, sarà possibile costruire un futuro lavorativo più equo e sostenibile per le nuove generazioni.
Esistono domande per cercare di trattenere i dipendenti in azienda?
È evidente che vi sia ancora molto lavoro da fare, e la prima regola imprescindibile è quella di mettersi in ascolto dei dipendenti e porre loro le domande pertinenti:
- I manager sono capaci di motivare e ispirare i propri team, guidandoli con passione?
- Le persone occupano i ruoli adatti alle proprie qualità?
- In che misura il legame con i dipendenti dipende unicamente dall’aspetto economico?
- I benefici offerti sono in linea con le aspettative (e desideri) dei dipendenti?
- Viene fornito un percorso di carriera e opportunità di crescita che soddisfino le esigenze dei dipendenti?
- Si sta effettivamente costruendo un senso di comunità all’interno dell’azienda?
- Gli orari di lavoro sono ragionevoli e le condizioni di lavoro sicure?
- In che misura si presta reale attenzione alle esigenze delle persone?
Solo dopo aver risposto a queste domande si può iniziare a definire un nuovo modello che ponga le esigenze delle persone al centro, sviluppando innanzitutto una strategia di coinvolgimento dei dipendenti ben strutturata.