SENZA RIEQUILIBRIO TRA VITA E LAVORO NON C’E’ FUTURO PER IL NOSTRO SISTEMA PRODUTTIVO

Il mercato del lavoro italiano ha mostrato segni di miglioramento negli ultimi anni. Tuttavia, l’erosione del potere d’acquisto dei lavoratori a causa dell’inflazione superiore ai salari evidenzia la necessità di un cambiamento radicale nell’organizzazione del lavoro.

Malgrado la crescita dei posti fissi, l’attuale mercato del lavoro è ancora costituito da una quota robusta di contratti a termine e di part-time, spesso involontari. Questa flessibilità, apparentemente vantaggiosa per le aziende, può tuttavia portare a una diminuzione della produttività e della soddisfazione dei lavoratori. La mancanza di sicurezza e di prospettive, infatti, aumenta lo stress, riduce la qualità della vita e peggiora l’efficienza.

Per affrontare queste sfide, è fondamentale ottimizzare l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Questo può essere raggiunto solo migliorando l’organizzazione dei processi produttivi, permettendo ai lavoratori di avere più tempo per se stessi e per le loro famiglie. Un fattore che non solo aumenterebbe la soddisfazione dei lavoratori, ma potrebbe anche, ad alcune condizioni, portare ad un aumento della produttività.

Un passo importante verso questo obiettivo sarebbe la riduzione dell’orario di lavoro settimanale a 36 ore, senza riduzioni salariali. Per realizzare questo cambiamento senza impatti sulla produttività, ma anzi con benefici su di essa, è però necessario un impegno da parte sia delle aziende sia dei lavoratori. Le prime devono essere disposte a investire nella formazione e a implementare nuove strategie per aumentare l’efficienza, i secondi devono collaborare ad una riorganizzazione che richiede impegno e volontà di cambiamento.

La transizione non sarà semplice né indolore. Ma il tema si prospetta sempre più come una necessità per il sistema produttivo e sociale del Paese. Con effetti positivi per tutti i soggetti coinvolti, come dimostrano le sperimentazioni avviate da molte grandi aziende, che dalla rimodulazione degli orari stanno ottenendo, stando almeno alle prime rilevazioni, risultati molto soddisfacenti sia sul terreno del conto economico sia su quello dei rapporti con i sindacati e lavoratori, in un clima proficuo di collaborazione.

È tempo di fare tutti un passo avanti e di realizzare in maniera sempre più diffusa questo cambiamento, che sta interessando anche moltissimi Paesi europei. Se l’Italia riesce a fare uno scatto in avanti ha la possibilità di diventare un modello per il resto del mondo in termini di equilibrio tra lavoro e vita privata.

L’obiettivo della riduzione dell’orario di lavoro settimanale a 36 ore, in assenza di penalizzazioni salariali, è uno dei punti centrali emerso nella Conferenza di federazione  FAST-Confsal con i quadri sindacali a Montesilvano (Pescara) nei giorni 3-4-5 e 6 giugno 2024 .

Alla luce di ciò, la FAST-Confsal intende portare con forza la questione anche nell’ambito del rinnovo, attualmente in fase di stallo, del Ccnl Mobilità per le Attività Ferroviarie e del Contratto aziendale del Gruppo FSI, scaduti alla fine del 2023. La trattativa non può essere condizionata dai tempi della politica, impelagata nella partita delle poltrone delle partecipate di Stato. Si tratta di un rinnovo fondamentale per garantire la sicurezza e la stabilità lavorativa, soprattutto in risposta all’emergenza salariale che minaccia il potere d’acquisto dei lavoratori.

Da oltre un decennio i ferrovieri hanno puntato all’obiettivo di un CCNL Unico della Mobilità, accettando nel 2012 persino l’aumento dell’orario lavorativo settimanale per avvicinarsi a quello degli autoferrotranvieri e raggiungere lo scopo. Adesso la priorità è quella di preservare l’integrità del Gruppo FSI, evitando vendite o privatizzazioni che potrebbero compromettere il profilo industriale dell’Italia e l’intero mercato del lavoro. In vista di eventi importanti come il Giubileo 2025 e le Olimpiadi Invernali, si auspica un’accelerazione delle trattative per raggiungere un esito positivo. Esito che dovrà essere in linea con le proposte sindacali e le tendenze europee, compresa la riduzione dell’orario lavorativo, che noi chiediamo venga riportato a 36 ore settimanali, L’obiettivo complessivo della nostra piattaforma per il rinnovo è quello di una migliore qualità del rapporto vita/lavoro “Work life Balance”, sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto quello retributivo. Detto questo, bisogna assolutamente proseguire anche nel percorso verso la semplificazione contrattuale, che si potrà ottenere soltanto attraverso l’unificazione del CCNL della Mobilità. Auspichiamo con forza che si possano intraprendere azioni concrete su tutti questi punti già prima della pausa estiva.

Categoria: L'Editoriale

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Article by: Pietro Serbassi