La strage continua. Nei primi cinque mesi del 2024, secondo gli ultimi dati dell’Inail, gli incidenti mortali sono stati 369 (+3,1% rispetto al 2023), con un aumento significativo anche le patologie professionali (38.868 denunce, +24,0%). Le denunce di infortunio sul lavoro sono state 251.132 (+2,1% rispetto a maggio 2023), con un forte aumento degli incidenti nel tragitto casa-lavoro (+7,6%). Per quanto riguarda i settori produttivi, il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +0,6% nella gestione Industria e servizi (dai 184.445 casi del 2023 ai 185.613 del 2024), un +1,7% in Agricoltura (da 10.216 a 10.387) e un +7,7% nel Conto Stato (da 51.196 a 55.132). In particolare, si osservano incrementi delle denunce di infortunio in occasione di lavoro nei settori tradizionalmente più rischiosi: Sanità e assistenza sociale (+22,3%), Noleggio e servizi di supporto alle imprese (+19,5%), Costruzioni (+17,3%), Commercio (+10,4%) e Trasporto e magazzinaggio (+10,1%). L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce di infortunio nelle Isole (+2,9%), seguite da Nord-Est e Centro (+2,4% per entrambe), Nord-Ovest (+2,1%) e Sud (+0,9%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la provincia autonoma di Trento (+19,5%), il Molise (+6,3%), la Calabria (+5,9%) e la Puglia (+4,5%), mentre registrano decrementi solo Abruzzo (-5,0%), Campania e Basilicata (-2,3% ciascuna) e Liguria (-0,7%). L’aumento che emerge dal confronto dei primi cinque mesi del 2023 e del 2024 è legato sia alla componente maschile, che registra un +2,1% (da 156.432 a 159.691 casi denunciati), sia a quella femminile, con un +2,3% (da 89.425 a 91.441). L’incremento ha interessato i lavoratori italiani (+1,4%) ed extracomunitari (+7,2%), mentre il dato dei comunitari è in calo (-1,9%). L’analisi per classi di età mostra aumenti tra gli under 15 (+20,0%), soprattutto per l’incremento degli infortuni tra gli studenti (effetto dell’estensione assicurativa INAIL disposta dal decreto-legge lavoro n. 48/2023), nella fascia 20-34 anni (+2,0%) e in quella 55-74 anni (+3,1%).
Numeri che certificano una situazione patologica proprio mentre l’Inail si trova sotto i riflettori per una gestione finanziaria discutibile che invoca un’urgente necessità di riforma. La Corte dei Conti ha infatti recentemente confermato quanto denunciamo da tempo. E cioè che l’Inail dispone di un ingente avanzo di bilancio, superiore al miliardo di euro, che rimane inspiegabilmente inutilizzato malgrado gli infortuni e le morti sul lavoro continuino a crescere.
Questa situazione è inaccettabile. Il tesoretto nelle casse dell’Inail mal si concilia con i numeri appena sfornati su infortuni e malattie. La stessa Corte dei Conti ha sottolineato l’urgenza di rivedere i meccanismi di finanziamento della prevenzione per garantire un pieno utilizzo delle risorse disponibili e ridurre i tempi di erogazione delle stesse.
Da anni FAST-Confsal promuove campagne come “Trains-Trasportare in sicurezza” che, tra le altre cose, ha proposto proprio un utilizzo più efficace dei fondi Inail, mentre la Confsal, grazie all’ottimo lavoro di Giovanni Luciano, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro del sindacato autonomo, insieme agli amici di ATLIS – sindacato degli Ispettori del Lavoro aderente a Confsal – ha stilato un decalogo per la sicurezza, dove si propone di usare le risorse dell’Inail per creare un vero e proprio polo nazionale per la sicurezza sul lavoro.
La Confsal ritiene che da tempo sia necessario un cambio di passo per affrontare questa emergenza insostenibile e con il Decalogo della Sicurezza per la Prevenzione Partecipata propone soluzioni concrete per ridurre gli incidenti sul lavoro e trasformare le criticità attuali in opportunità di crescita sociale ed economica. Il Decalogo è stato ufficialmente presentato, dalla Confsal e dalle sue Federazioni, al Salone Ambiente e Lavoro di Bologna nel 2022, dove ha chiesto di aprire un dialogo costruttivo con il Governo e le Istituzioni.
Nonostante i fondi disponibili che potrebbero essere proficuamente investiti nella prevenzione e in sistemi premiali per le aziende virtuose, l’Italia continua a registrare un numero allarmante di incidenti sul lavoro. Anche la Corte dei Conti giudica “improprio” l’avanzo di bilancio dell’Inail e ritiene che i soldi potrebbe essere utilizzati per migliorare significativamente le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. La situazione è paradossale: da un lato, l’Inail accumula risorse che vengono lasciate in cassa; dall’altro, i lavoratori continuano a rischiare la vita ogni giorno. È evidente che c’è un problema. La Corte dei Conti ha raccomandato una revisione delle procedure per garantire una riduzione significativa dei tempi di erogazione delle risorse, estendendo il numero delle imprese e dei lavoratori beneficiari degli interventi prevenzionali.
In altre parole, mentre continuiamo a piangere le vittime permane la difficoltà ad utilizzare anche gli strumenti che sono già a disposizione per evitare che le tragedie ormai quotidiane si consumino. Alla luce delle determinazioni della Corte dei Conti auspichiamo quanto prima un confronto tra il ministero del Lavoro e le parti sociali per tentare di contrastare una piaga che richiede gli sforzi e la volontà di intervenire di tutti i soggetti coinvolti.
È tempo che l’Inail e le istituzioni competenti agiscano con decisione. Le risorse non mancano, ma devono essere utilizzate in modo efficace e tempestivo per prevenire ulteriori tragedie. La sicurezza sul lavoro non può più essere rimandata: è una priorità che richiede azioni concrete e immediate.