IL FUTURO DELLE FERROVIE ITALIANE: SICUREZZA E COMPETENZA AL CENTRO DELLE PRIORITA’

Il settore ferroviario italiano si trova in un momento critico, segnato da incidenti drammatici e una serie di disservizi che hanno messo sotto i riflettori la gestione della Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e dell’intero Gruppo FS Italiane. L’ing. Gianpiero Strisciuglio, attuale manager di RFI, ha dovuto affrontare un compito arduo, con sfide enormi fin dai primi mesi del suo mandato. Tra queste, il tragico incidente di Brandizzo che ha scosso profondamente l’opinione pubblica, sollevando interrogativi sull’efficacia degli attuali protocolli di sicurezza.

La notte in cui persero la vita cinque operai di una ditta esterna, impegnati nella manutenzione dei binari, ha rivelato una falla gravissima: i lavori venivano eseguiti su una linea ancora attiva, in aperta violazione delle norme di sicurezza. Il drammatico episodio ha acceso i riflettori su un problema più ampio: la gestione delle ditte esterne e la catena di comando dei controlli. L’ing. Strisciuglio ha difeso la posizione di RFI affermando che si trattava di un evento straordinario, ma è difficile accettare che l’azienda fosse all’oscuro di pratiche pericolose che, dalle testimonianze e dai video, sembrano più frequenti di quanto si voglia ammettere.

In seguito al licenziamento immediato di uno dei responsabili e all’interruzione dei rapporti con la ditta coinvolta, RFI ha cercato di inviare un segnale di fermezza. Tuttavia, nell’attuale clima mediatico, è prevalso il messaggio che il problema fosse stato risolto con la “cacciata” della ditta subappaltatrice, ma in realtà è plausibile che sia cambiato solo il nome dell’azienda, lasciando intatti i problemi di fondo. Non possiamo ignorare che la vera soluzione sta nel rivedere il sistema degli appalti e nell’avviare processi di internalizzazione, insieme all’obbligo per chi esegue la manutenzione infrastrutturale di applicare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) della Mobilità Area AF, garantendo una formazione adeguata e continua. Solo così si potrà assicurare che i lavoratori impegnati in questo settore abbiano le competenze necessarie per affrontare le sfide del trasporto ferroviario.

La certificazione delle competenze di sicurezza ferroviaria dei dipendenti delle ditte appaltatrici non può essere lasciata nelle mani del committente, ma deve essere garantita da un ente terzo, come l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSFISIA). Questo è un tema su cui, come sindacato, continuiamo a batterci, anche se spesso sembriamo una voce nel deserto. Le strutture organizzative all’interno di RFI, che si occupano della gestione della sicurezza e della salute sul lavoro, devono essere riformate per evitare conflitti di interesse e ingerenze tra chi controlla la sicurezza e chi è controllato.

Non molti hanno probabilmente notato il tragico filo rosso che, a nostro avviso, lega diversi incidenti degli ultimi anni:

  1. L’incidente di Livraga, dove il 6 febbraio 2020 è deragliato un Frecciarossa 1000 in servizio commerciale da Milano a Salerno, sulla linea Alta Velocità Milano-Bologna.
  2. Il “tamponamento” fra due treni merci avvenuto la sera del 17 aprile 2023, all’altezza del bivio di Olmatello, nel nodo di Firenze.
  3. L’incidente ferroviario al Triplo Bivio Seveso, avvenuto il 12 settembre 2024 nel nodo di Milano.

L’incidente di Milano ha riaperto il dibattito sulla sicurezza e la gestione delle infrastrutture ferroviarie, ma avrebbe dovuto portare a un’analisi più approfondita. Gli attenti osservatori hanno notato che questi tre incidenti hanno una caratteristica comune: il segnalamento al macchinista non è coerente con il tracciato ferroviario. Questo è un principio basilare per la sicurezza ferroviaria. Anziché concentrarsi su polemiche politiche che tirano in ballo il ministro dei trasporti di turno, è necessaria una seria verifica da parte del Parlamento sull’efficacia dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, ANSFISIA. La Direttiva 2004/49/CE, recepita dal Decreto Legislativo n. 162 del 2007, afferma chiaramente che l’obiettivo dell’agenzia è non solo garantire il mantenimento degli standard di sicurezza ferroviaria, ma anche evitare che questi standard si riducano nel tempo.

È il momento di abbandonare la propaganda e le schermaglie di parte. Il Parlamento dovrebbe aprire un’indagine per verificare se questa missione è stata rispettata nel tempo. Perché mantenere gli standard di sicurezza, senza riduzioni, è un concetto fondamentale fin dall’inizio del processo di liberalizzazione del mercato ferroviario.

L’amministratore delegato del Gruppo FS, Stefano Donnarumma, si è mosso con decisione, richiedendo misure correttive immediate e spingendo per l’introduzione di tecnologie avanzate. La sua presenza nella cabina elettrica di Roma dopo il recente blackout dimostra l’impegno a non lasciare nulla al caso e a trattare ogni criticità con la massima serietà. Come sindacato, apprezziamo questo approccio, poiché ogni piccolo difetto può avere conseguenze catastrofiche. Ma è fondamentale che la gestione operativa del trasporto ferroviario torni al centro dell’attenzione, lasciando in secondo piano progetti secondari, come l’ambizioso piano di autoproduzione energetica attraverso fonti rinnovabili. Questo progetto, che prevede la creazione di impianti per coprire il 40% del fabbisogno energetico entro il 2027, è senza dubbio importante per la sostenibilità del Paese, però non può distogliere l’attenzione dall’obiettivo primario: garantire un trasporto ferroviario sicuro ed efficiente.

Il recente dibattito sulla gestione delle emergenze e delle condizioni di lavoro del personale ferroviario ha portato alla luce ulteriori problematiche. Strisciuglio ha difeso il lavoro svolto da RFI, citando migliaia di visite a sorpresa nei cantieri per verificare l’applicazione delle norme di sicurezza, ma la perdita della certificazione UNI ISO -EN: 45001/23 per scarsa comunicazione interna con il personale dimostra che c’è ancora molto da fare per migliorare la trasparenza e la gestione interna.

La sicurezza ferroviaria deve rimanere il tema centrale. Gli incidenti che coinvolgono ditte esterne purtroppo si ripetono ed evidenziano la necessità di elevare gli standard di sicurezza e la formazione del personale. Solo un impegno continuo e concreto da parte di tutti i protagonisti del settore può garantire il raggiungimento di questi obiettivi.

Il futuro delle Ferrovie Italiane è legato alla capacità di affrontare con decisione le sfide della sicurezza e dell’efficienza operativa. Gli incidenti recenti hanno messo in luce le fragilità del sistema, ma rappresentano anche un’opportunità per un cambiamento radicale. È il momento di tornare a correre, non solo sui binari, ma verso un futuro più sicuro, sostenibile e competitivo.

Categoria: Interventi

Tags:

Article by: Vincenzo Multari