UN ANNO DI SFIDE E CONQUISTE NEI TRASPORTI: IL 2024

Il 2024 chiude un capitolo intenso per il settore dei trasporti in Italia. Un anno caratterizzato da trasformazioni profonde, da un lato, e da criticità mai del tutto risolte, dall’altro. I lavoratori, con il loro impegno, hanno continuato a essere il motore pulsante di un sistema che, pur affaticato, si è dimostrato capace di reagire alle sfide, dimostrando una resilienza che merita di essere riconosciuta.

Le aggressioni ai lavoratori del trasporto pubblico rimangono una ferita aperta. Episodi come l’accoltellamento di un capotreno in Liguria e le aggressioni a Varese raccontano di un clima di insicurezza non solo per chi lavora, ma anche per chi usufruisce dei servizi pubblici. L’ultima ennesima vigliacca aggressione ai danni di un collega capotreno del trasporto Regionale del Lazio è avvenuta proprio mentre sto scrivendo questo editoriale di fine anno. Una Vigilia di Natale amara per i ferrovieri. Sul treno regionale 23324 diretto a Bracciano, mentre svolgeva il suo lavoro nella fermata alla stazione di Appiano intorno alle 18.35, il capotreno è stato aggredito con una testata e un pugno al volto, improvvisamente e senza alcun motivo. La cosa più grave, che amareggia e irrita, è che il responsabile di questo vile atto era già noto per episodi simili in passato.

Questo episodio, l’ennesimo, rappresenta un monito chiaro: servono interventi urgenti e decisi. Non basta condannare o discutere, bisogna agire. Strumenti come il DASPO per gli aggressori potrebbero prevenire crimini simili, evitando che un collega, un attivista sindacale impegnato, si ritrovi a trascorrere il Natale con una prognosi di dieci giorni e ferite che vanno oltre quelle fisiche. A lui va la nostra solidarietà, agli organi competenti la richiesta pressante di fare la loro parte, e di farla presto.

Il Protocollo di Sicurezza Nazionale che prevede telecamere, sorveglianza e formazione mirata, rappresenta un passo nella giusta direzione, ma è essenziale che le istituzioni traducano rapidamente queste misure in realtà tangibili. Ogni giorno che passa senza azioni concrete è un giorno in cui il rischio aumenta.

Nel trasporto aereo, la tanto attesa acquisizione di ITA Airways da parte di Lufthansa ha rappresentato una svolta importante, ma non priva di ombre. Se i dati economici parlano di una ripresa incoraggiante, restano irrisolte questioni fondamentali, come le condizioni occupazionali legate all’esternalizzazione dell’handling. Il rischio, per una compagnia simbolo del Paese, è di cedere il controllo strategico, perdendo parte di quella capacità di influenzare un mercato sempre più competitivo.

Anche la terraferma ha vissuto i suoi scossoni. La sicurezza sul lavoro è stata ancora una volta una priorità non sempre rispettata. Incidenti come quello nello stabilimento Stellantis di Pratola Serra sono un monito tragico di quanto ci sia ancora da fare. Tra le proposte avanzate per ridurre i rischi figurano l’installazione di defibrillatori sui treni e una maggiore uniformità nei protocolli sanitari. Tuttavia, la sfida più grande è culturale: serve una rivoluzione nella mentalità manageriale che veda nella sicurezza un investimento, non un costo.

Le relazioni industriali, altro asse portante del 2024, hanno visto rinnovi contrattuali importanti ma anche difficoltà nel colmare le disparità retributive che continuano a separare l’Italia dagli altri Paesi europei. L’idea di ridurre l’orario di lavoro a 36 ore settimanali, già adottata in altri Stati del nostro continente, potrebbe rappresentare una soluzione per conciliare produttività ed equità. Un approccio di questo tipo permetterebbe turni più equilibrati e meno stressanti, soprattutto nel settore ferroviario, dove i turni rotativi sono stati spesso sostituiti da modalità organizzative orientate più alla massimizzazione della produttività che al benessere psicofisico dei lavoratori.

Il diritto di sciopero, nel frattempo, è stato oggetto di un dibattito acceso. Le pressioni esercitate dalla Commissione di Garanzia sui servizi minimi essenziali, accompagnate dalle dichiarazioni del Ministro dei Trasporti, hanno suscitato non poche preoccupazioni. Quando un diritto costituzionale viene messo in discussione, il rischio è che si apra la strada a un indebolimento progressivo delle tutele fondamentali. Se questa tendenza non si arresterà, sarà indispensabile che tutte le sigle sindacali si uniscano per formare un fronte comune, capace di difendere con fermezza e determinazione il diritto di sciopero.

A livello infrastrutturale, il Gruppo FS ha annunciato un piano da 100 miliardi di investimenti. Dietro l’entusiasmo iniziale, però, si nascondono criticità evidenti: ritardi nella manutenzione, saturazione delle reti e una visione strategica che deve necessariamente includere non solo la modernizzazione tecnologica, ma anche il miglioramento delle condizioni lavorative e della sicurezza. Senza una guida stabile e coerente, c’è il rischio concreto che i progetti annunciati rimangano incompiuti.

Il trasporto merci, infine, ha affrontato un 2024 complicato. I lavori del PNRR e la chiusura di valichi strategici hanno causato interruzioni significative, mettendo in difficoltà un settore che già si confronta con una crescente competizione europea. Per evitare che il mercato italiano perda terreno, è necessario un intervento strutturale che unisca sostenibilità ambientale e crescita economica.

Eppure, il 2024 ha anche offerto segnali positivi. Dai tavoli aperti per i rinnovi contrattuali alle proposte innovative per la sicurezza sul lavoro, il settore dei trasporti ha mostrato che il cambiamento è possibile. Per renderlo duraturo serve uno sforzo collettivo. Non bastano promesse o annunci roboanti, servono azioni concrete e una visione che metta al centro il benessere delle persone.

Mentre ci prepariamo a salutare questo anno denso di sfide, il pensiero va a chi ogni giorno lavora per far muovere il Paese. A loro e alle loro famiglie va il nostro più sincero ringraziamento, accompagnato dall’augurio che il 2025 sia un anno di serenità, soddisfazioni e, soprattutto, nuove conquiste. Buon anno a tutti.

Categoria: L'Editoriale

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Article by: Pietro Serbassi