QUANDO L’IMPREVISTO È PREVEDIBILE

Da qualche mese, in Lombardia, RFI ha posto in essere una serie di cantieri per l’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria. Un’operazione necessaria, poiché le tecnologie e le esigenze di trasporto variano repentinamente e bisogna stare al passo con i tempi.

In questi casi, giocoforza si crea del disagio poiché la circolazione ferroviaria, nei tratti di linea interessati, si interrompe e al posto dei treni sono utilizzati degli autobus sostitutivi.

Ma tant’è: per fare una frittata bisogna ben rompere le uova!

Qualche acrobazia da parte dei clienti, quindi, che devono fare un paio di trasbordi ma nel complesso i collegamenti sono abbastanza assicurati.

Peccato per quell’avverbio: abbastanza. Non lo abbiamo messo a caso.

Perché Trenord, la società di trasporto ferroviario regionale lombarda, ha vissuto – e ha fatto vivere ai propri clienti – alcuni giorni terribili durante i ponti festivi del 25 aprile e del 1° maggio, quando una marea (davvero imprevedibile?) di persone ha deciso di trascorrere del tempo sul lago Maggiore.

Vi è, infatti, un’interruzione sulla linea Milano – Domodossola, con trasbordo su autobus tra Sesto Calende e Arona.

Chi era presente racconta di momenti di autentico delirio, innanzitutto perché degli autobus programmati ne sono circolati poco più del 30%. Poi perché, a causa del traffico sulla statale del Sempione, quei pochi non riuscivano a rispettare i tempi di percorrenza. Scene da paura, con centinaia di persone a cercare un bus o, discesi dal pullman, a dovere aspettare un’ora perché il treno che avrebbero dovuto prendere, nel frattempo era partito.

Svenimenti, rivolte, insulti; gente che impediva la partenza dei bus su cui non era riuscita a salire per mancanza di posti. C’è da aggiungere che Trenord ha messo anche – ci si consenta – il carico da undici continuando a vendere, oltre ai biglietti ordinari, anche le Gite in treno, comprese quelle – provate a indovinare – sul lago Maggiore.

Momenti drammatici, quindi, per gli operatori di Assistenza e Controllo che, a un certo punto, hanno dovuto chiamare i carabinieri. Ne andava della loro incolumità e di quella dei clienti stessi che iniziavano, esasperati, persino a litigare tra loro.

La dabbenaggine con cui è stata gestita questa situazione è davvero sconfortante.

Perché non ci vuole molto. Si pensi, per esempio, che Trenitalia, su suggerimento di Regione Liguria, in previsione del massiccio arrivo di turisti ha sospeso, per il primo maggio, la vendibilità dei treni del mare.

Trenord, invece, ha continuato – abbondandis in abbondandum, avrebbe detto il principe De Curtis – a vendere biglietti ben sapendo di non avere la possibilità di fornire un servizio dignitoso.

Abbiamo accennato in precedenza agli operatori di Assistenza e Controllo, che Trenord manda allo sbaraglio, a dare ai clienti esasperati delle risposte che non hanno, mettendo a repentaglio la loro incolumità.

Noi non abbiamo nemici. Se ne avessimo uno, neanche a lui augureremmo di lavorare nel front-line di Trenord.

Categoria: Giallofisso

Article by: Antonio Scalise