Ci si chiede, giustamente, cosa avrebbe scritto la stampa se quanto sta accadendo nella mobilità fosse accaduto a Roma ai tempi della sindaca Raggi .
Anche a livello locale la stampa ha abdicato al ruolo di “cane da guardia del potere (locale)” per scegliere quello di micetto ripetitore degli annunci (vedi il caso degli articoli sull’archeotram).
Il lavoro per acquistare i nuovi treni per le metro A e B iniziò più di 8 anni fa.
Ad oggi sulle metro di Roma i nuovi treni non sono in servizio, nonostante le ripetute e aggiornate promesse dell’Assessore alla mobilità (conservate in rete) e le cerimonie per l’arrivo del primo treno.
Oggi i treni non ci sono e non ci saranno per il Giubileo del 2025.
Ci si è accorti che il pantografo è corto (e per completezza anche la superficie strisciate del pantografo risulta preoccupare per la lunghezza) e poi i nuovi treni hanno problemi di sagoma!
La situazione è questa, i nuovi treni sulla metro A non saranno utilizzabili e non potranno essere messi in esercizio per problemi di sagoma.
Vista la situazione, l’Amministrazione Comunale di Roma aveva pensato di utilizzare tutti i nuovi treni sulla metro B spostando, successivamente, dalla B alla A i treni modello Caf necessari a integrare il parco treni per il servizio sulla linea A (si tenga conto che la metro A è la più frequentata della città).
Ma questo sarà complicato perche’ se i nuovi 36 treni sulla linea A presentano problemi di sagoma per la linea B hanno il pantografo corto (ogni commento è ammesso, anche ad alta voce, ma purtroppo risulterà inutile).
Ormai a Roma i lavori giubilari sono preceduti da preposizioni articolate, da preposizioni della dimensione temporale e da avverbi, infatti si parla di lavori del Giubileo, lavori con il Giubileo, lavori per il Giubileo, siamo alla fine del sesto mese dell’Anno Santo e i ritardi sono evidenti.
La situazione richiederebbe misura e concretezza e una sintonia con il sentire reale e il sentimento profondo della città, invece a qualcuno di Atac è venuto in mente di scrivere quanto sarebbe bello se la Guida Lonely Planet nel raccontare Roma riconoscesse i risultati che Atac è riuscita a realizzare per offrire un servizio sempre migliore alla città, e così scrivendo ha ridicolizzato anche i segnali di miglioramento che ci sono e che sono dovuti ai nuovi mezzi e non certo alla riforma organizzazione del lavoro o alla nuova e diversa produttività,
(anche per questo sono ammessi i commenti, i meme e le battute ma si tenga conto che i 39 gradi all’ombra possono avere effetti).
Il lavoro di Atac dovrà essere riconosciuto dalle cittadine e dai cittadini romani e non da una guida.
Qualcuno dice che :”siamo un popolo di ferro” è di ferro chi lavora ogni giorno, nelle condizioni date, nei trasporti. I manager e i dirigenti sono di ferrofilato, nemmeno zincato, piegati e pieghevoli.
E il resto è Roma, bellissima e resistente