SICUREZZA A MEZZO SERVIZIO: TAVOLI AL RALLENTATORE E AGGRESSIONI IN AUMENTO NEL TPL

La vertenza della FAST‑Confsal torna sotto i riflettori: dalle aggressioni al personale del trasporto locale al rallentamento dei tavoli ministeriali, fino alla divisione controproducente nelle sedi datoriali.


La violenza sui mezzi pubblici è ormai cronaca quotidiana. Ogni settimana un autista, un controllore o un verificatore diventa bersaglio di aggressioni verbali o fisiche. L’ultima, a bordo di un bus Cotral sulla tratta Maenza–Latina, ha colpito un’addetta ai controlli in servizio alle prime ore del mattino. Ma gli episodi non si fermano lì: anche tra i verificatori di Atac si registrano casi sempre più frequenti, segno di una deriva che attraversa l’intero trasporto pubblico locale.

Di fronte a questa emergenza, i tavoli ministeriali sulla sicurezza, aperti negli ultimi anni con l’intento di dare una risposta nazionale al fenomeno, sembrano aver perso ritmo. La FAST-Confsal, che da tempo partecipa e sollecita la ripresa costante di questi incontri, denuncia il rischio che il tema scivoli nel dimenticatoio mentre le aggressioni continuano a crescere. La logica dell’emergenza ha bisogno di essere sostituita da una strategia permanente, perché le parole non bastano più. I protocolli firmati non si possono considerare trofei da esibire, ma impegni da aggiornare e verificare nel tempo.

Con la campagna TRA.IN-S – Trasportiamo in Sicurezza, FAST-Confsal ha lanciato un segnale chiaro: la sicurezza del personale e dell’utenza deve diventare un obiettivo comune e misurabile, con investimenti concreti in formazione, dispositivi di protezione, vigilanza e prevenzione. Durante gli incontri pubblici e nelle sedi istituzionali, la Federazione ha ribadito che la tutela del lavoratore non è una voce accessoria nei bilanci delle aziende, ma il presupposto stesso per garantire un servizio efficiente e civile.

Nonostante ciò, le associazioni datoriali continuano a sottrarsi a un confronto unitario, scegliendo invece di frammentare i tavoli per area contrattuale – ferroviario da una parte, trasporto pubblico locale dall’altra. Una decisione miope, che dimostra la scarsa attenzione verso un problema che richiede invece azioni congiunte, decise e mirate. Spezzare il fronte del dialogo significa indebolire la risposta collettiva e allungare la lista delle vittime.

La sicurezza sul lavoro non può essere l’appannaggio dei soli firmatari di contratto, ma un diritto universale di ogni lavoratore che tiene in piedi il sistema dei trasporti. Ignorare questo principio equivale a tradire lo spirito stesso del servizio pubblico. FAST-Confsal continuerà la propria battaglia con la stessa determinazione di sempre, chiedendo che i tavoli ministeriali riprendano con regolarità e che la politica, le aziende e le istituzioni tornino a guardare in faccia la realtà: la gente che lavora sui mezzi non vuole eroismi, vuole solo tornare a casa viva.

 

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Article by: Redazione