Qualcuno scrisse: “ I filosofi hanno finora soltanto interpretato il mondo in diversi modi; ora però si tratta di trasformarlo”.
Prendete questa tesi pensata e scritte per questioni generali e importanti, provate ad applicarne il suo senso ragionato alla realtà romana, poi con un effetto cannocchiale e massa a fuoco provate ad applicarla alla mobilità romana.
Si scoprirà che non ci sono “filosofi” ma schiere di interpreti, personaggi col tempo di scadenza, impegnati ad interpretare in modo: parziale, impreciso, interessato, scontato e finalizzato.
Nella schiera che cerca di interpretare, parla e scrive in modo contraddittorio e senza memoria si distinguono diverse categorie di presenze tutte colpite da una malattia precisa diagnosticata come “protoferropatia” grave, una patologia contagiosa che da dipendenza ripetitiva e colpisce quelli che pensano di essere ferrovieri (e non lo sono)o di essere stati ferrovieri (e non lo sono mai stati), quelli che avrebbero voluto essere ferrovieri (e non lo saranno mai per limiti di età), quelli che un tempo hanno lavorato per un breve periodo nel Gruppo FS occupandosi di altro e mai di treni, quelli reduci dei vertici che sono pensionati dalle FS, quelli che si sentono ferrovieri honoris causa per essere saliti una volta su un treno, quelli dei casi più gravi e incurabili di protoferropatia con sintomi di innamoramento e convulsioni per treni e ambiente e quelli per i quali i treni sono una fisima senile.
Nessuno degli appartenenti alle suddette categorie conosce (o ricorda)il lavoro e la fatica dei ferrovieri, la vita reale dell’Azienda FS, nessuno sa trasformare le chiacchiere e le mirabolanti proposte in computo concreto di tempo e lavoro necessari oltre che di risorse.Pensano solo a collezionare relazioni.
Chiacchiere, proposte e scritti in libertà, tanto colorati e voluminosi che riempirebbero una libreria.
Tante interpretazioni e suggestioni suggestionanti si sono succedute e si succedono senza produrre cambiamenti.
Qualche cambiamento positivo c’è stato, ad esempio, gli orari cadenzati del 94-95 e il raddoppio ed elettrificazione fino a Viterbo della FM-FL-FR 3 del 2000, c’è stato pure qualche cambiamento negativo come l’Alta Velocità realizzata in superficie con la cosiddetta Stazione Ponte di Tiburtina e i vincoli che ne sono derivati per il nodo di Roma e il modello di esercizio.
Per trasformare la mobilità a Roma sono necessarie meno chiacchiere, meno aperitivi, meno incontri tra presunti vertici, meno distintivi e più fatti.
7 Interventi 7 collegati da una visione e da connessioni ad effetto rete che saranno presentati su queste pagine nei prossimi articoli.
Ci vuole un approccio pragmatico e concreto, con un nuovo rigore nei comportamenti, perchè la situazione non richiede “sacerdoti” o “profeti” del ferro e della mobilità, nè trampolieri delle consulenze, né emulatori di Pindaro, né banditori di progetti, nè comunicatori inchinati e i premi ricevuti o le interviste non trasformano la realtàdella città.
Sette interventi, 7 come i colli di Roma, 7 come i re di Roma, 7 come le sette virtù cardinali.
7 interventi per Roma: