IL DIRETTORE DEI LAVORI, SENTINELLA DEI CANTIERI FERROVIARI DIMENTICATA DAL “SISTEMA”

Tra responsabilità crescenti e riconoscimenti che tardano, il nodo irrisolto delle funzioni tecniche nel Gruppo FS


Nel grande ingranaggio del Gruppo FS, dove ogni opera infrastrutturale è il risultato di un equilibrio delicato tra progettazione, esecuzione e sicurezza, esiste una figura che più di altre incarna la responsabilità concreta del fare: il Direttore dei Lavori. Non un semplice controllore, ma un garante, spesso silenzioso, della coerenza tra ciò che è stato previsto e ciò che accade realmente sul campo. È lì, nel cuore dei cantieri ferroviari, che questa funzione assume un peso specifico difficilmente replicabile altrove.

La normativa non lascia spazio a equivoci. Il Codice dei Contratti Pubblici affida al Direttore dei Lavori il compito di vigilare sull’esecuzione dell’opera, verificando tempi, costi, qualità e soprattutto sicurezza. Ma nella dimensione ferroviaria tutto si amplifica. Qui i lavori convivono con l’esercizio, si muovono accanto a infrastrutture vive, attraversate ogni giorno da migliaia di treni. L’errore non è contemplato, il margine di rischio va ridotto al minimo. In questo scenario, il Direttore dei Lavori diventa una figura di frontiera, chiamata a coordinare, prevenire, decidere.

Eppure, proprio mentre le responsabilità aumentano, il riconoscimento fatica a stare al passo. La legge prevede che una quota fino al 2% dell’importo dei lavori sia destinata alle funzioni tecniche svolte dai dipendenti. Non è un dettaglio contabile, ma il segno di un principio: chi assume responsabilità deve essere valorizzato, anche economicamente. È una questione di equilibrio, prima ancora che di equità.

Nel Gruppo FS, però, questo principio resta sospeso. I tempi si allungano, i criteri non si consolidano, le risorse restano in una sorta di limbo amministrativo. Si crea così una distanza sempre più evidente tra il dettato normativo e la realtà operativa. Una frattura sottile, ma pericolosa, che rischia di trasformarsi in consuetudine.

Le conseguenze sono tutt’altro che teoriche. Da un lato si incrina la motivazione di chi ogni giorno opera con un carico di responsabilità elevato, spesso senza un adeguato riconoscimento. Dall’altro si indebolisce l’attrattività di un ruolo strategico in un mercato del lavoro dove le competenze tecniche sono sempre più ricercate e contese. Altrove, nel pubblico come nel privato, il valore di queste professionalità viene riconosciuto con maggiore tempestività e coerenza.

Il punto, allora, non è solo applicare una norma, ma compiere una scelta. Dare piena attuazione alle previsioni sulle funzioni tecniche significa investire sulla qualità delle opere e sulla sicurezza dei lavoratori. Significa comprendere che il Direttore dei Lavori non è una voce accessoria, ma uno dei cardini su cui si regge l’intero sistema degli appalti ferroviari.

Ritardare ancora equivale a logorare lentamente una funzione essenziale. E quando si indebolisce una figura che presidia sicurezza ed efficienza, il rischio non resta confinato nei bilanci o nelle procedure: si trasferisce direttamente nella realtà dei cantieri, dove ogni decisione pesa e ogni omissione può costare cara.

Una valorizzazione piena e tempestiva di questa funzione non rappresenta quindi un elemento marginale, ma un fattore che incide sull’efficienza dell’organizzazione, sulla qualità dell’esecuzione e sulla tenuta complessiva del sistema dei cantieri ferroviari.

Categoria: Diario Sindacale

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Article by: Marco Manna